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Il viaggio e la scrittura

Viaggio e racconto sono da sempre dimensioni che si definiscono a vicenda. Se un racconto può essere considerato un itinerario verbale, un viaggio è a sua volta esperienza che si fa ricordo e quindi racconto. Il viaggio chiama in causa e riconfigura le nozioni di identità e differenza, vicino e lontano, estraneo e familiare; i testi che lo rappresentano sono pertanto lo spazio ideale per verificare quel movimento tra l’“uno” e il “molteplice” proprio dell’indagine critica. Attraverso quali generi e forme gli scrittori hanno rappresentato l’attraversamento dei luoghi, l’incontro con l’altro, l’esperienza del dispatrio? Che relazione si instaura, nei racconti di viaggio, tra realtà e finzione, viaggiatore e autore, mondo scritto e mondo non scritto? In cosa consiste lo “strano potere di parola” tradizionalmente associato a chi viene da lontano? Che ruolo svolge la scrittura di viaggio nella definizione del capitale mimetico e simbolico associato ai luoghi? In che modo le trasformazioni che hanno rimodellato nel tempo l’idea del viaggio, la percezione dei luoghi e le pratiche della mobilità si sono impresse nell’immaginario letterario? Prendendo in esame un ampio corpus di testi appartenenti a tradizioni linguistiche e culturali diverse, con riferimenti anche alla storia del cinema e alle arti figurative, il corso è pensato come un’introduzione alla teoria della letteratura, di cui saranno affrontate la storia, le questioni principali e i metodi critici, per comprendere le peculiarità del testo letterario, a partire da alcuni esempi paradigmatici del racconto di viaggio.
Iscrizione spontanea (Studente)
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