Parola e immagine: i due volti del mito

Parola e immagine: i due volti del mito

di Michela Milanato -
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Parola e immagine: i due volti del mito Mercoledì 15 ottobre, 29 ottobre e 12 novembre 2025 Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Palazzo Loredan, Campo S. Stefano, Venezia Riprende con l’autunno il ciclo Parola e immagine: i due volti del mito, ideato da Maria Grazie Ciani e Francesca Ghedini, che, attraverso un confronto serrato fra tradizione letteraria e repertorio iconografico, intende ricostruire vite e personalità di eroi ed eroine del mito e dell’epos. Tre saranno le protagoniste degli incontri programmati tra ottobre e novembre: Ifigenia, la mite figlia di Agamennone, bella e di nobili natali, la cui vita fu travolta dalla più tragica guerra che ha insanguinato l’antichità; Proserpina, la dea che non sfuggì alla lussuria maschile e visse due vite, sulla terra da giovane benefattrice e agli Inferi, da austera regina del mondo delle ombre; Circe, la maga, il cui solo nome evoca inganni e sortilegi, condannata per una colpa non sua a una vita senza amore. Mercoledì 15 ottobre, ore 17: Ifigenia, la donna che visse tre volte (a cura di Francesca Ghedini) Mercoledì 29 ottobre, ore 17: Proserpina, la regina degli Inferi (a cura di Monica Baggio) Mercoledì 12 novembre, ore 17: Circe, la maga (a cura di Francesca Ghedini) Gli incontri, a carattere divulgativo, intendono stimolare il dibattito sull’importanza del passato nella cultura contemporanea. Alle relazioni seguirà, per chi voglia parteciparvi, un dibattito con le relatrici. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili (capienza della sala 60 posti). Mito e società Il mito era parte costitutiva della cultura e della società antiche: i racconti delle imprese di dèi e dee, di eroi ed eroine ci sono pervenuti grazie alle fonti letterarie e iconografiche. Coniugando questi due piani narrativi, è possibile cogliere il significato che a quei personaggi – che ancora oggi animano le nostre memorie scolastiche – davano i contemporanei. Quello della parola e quello dell’immagine sono mondi contigui che fanno riferimento a un sostrato culturale comune e condiviso, formatosi attraverso i secoli grazie alla trasmissione orale; le recitazioni degli aedi ai simposi, le favole narrate ai bimbi dalle madri e dalle balie, i racconti che si scambiavano nel gineceo le donne intente a filare e tessere, i canti dei soldati che si ispiravano alle gesta degli eroi. A partire dall’VIII-VII secolo a.C. questo patrimonio di narrazioni del più vario tenore iniziò a prendere forma figurativa e ad essere rappresentato su oggetti sacri, profani e funerari. Nel corso del VI secolo a.C., con il passaggio dall’oralità alla scrittura, i racconti acquisirono una veste più statica, ma le diverse versioni che si erano andate stratificando nei secoli precedenti riemersero con prepotenza nell’elaborazione di poeti e tragediografi dell’età classica, fornendo ai creatori di immagini nuova linfa vitale per le loro opere. Nel periodo più antico le raffigurazioni si dispiegavano soprattutto sulla ceramica, presente nelle case e nelle tombe, ma presto se ne ornarono i templi e gli edifici pubblici, e le immagini acquisirono un ruolo comunicativo fondamentale, che nei secoli cambiò, adattandosi alle necessità della società che ne fruiva. Ecco, dunque, che per capire un mito è necessario da un lato percorrere i due sentieri paralleli della parola e dell’immagine, che ora si incontrano ora si contrappongono, dall’altro ricostruire il contesto per cui testi e raffigurazioni erano stati creati. Ci accompagnano in questo nuovo percorso Elena Francesca Ghedini (professoressa emerita di Archeologia classica dell’Università di Padova e segretaria della Classe di scienze morali dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti) e Monica Baggio (professoressa associata di Archeologia classica presso l’Università di Padova). Per ulteriori dettagli: https://www.istitutoveneto.it/incontri/cicli-divulgativi/