Prima o poi ci arriviamo tutte/i. A porre la fatidica domanda: che succede dopo che mi sono laureata/o? che mestiere andrò a fare? che ci faccio con una laurea in filosofia?

Sì, è vero, non è facile rispondere, anzi può diventare un incubo anche il solo pensarci, ed è per questo che abbiamo preparato questo “vademecum” - per aiutarti ad organizzare meglio il tuo “post-lauream”. Per fare in modo che tu disponga  di più informazioni al riguardo.

Ma intanto partiamo da un’altra domanda, alla quale invece dovresti saper rispondere: perché stai studiando filosofia? perché hai intrapreso questo percorso? sei convinta/o della tua scelta e passione?

Ciò di cui ti preghiamo è di non sottovalutare l’importanza di queste domande che possono sembrare retoriche, perché se c’è una carenza motivazionale che si manifesta durante il percorso di studi, è facile immaginare che i suoi effetti si facciano sentire anche dopo la laurea.

Quindi, prima considerazione: forse, come si sente spesso dire, la filosofia non offre molti sbocchi professionali (in parte è vero, in parte no), ma di sicuro se affronti i tuoi studi  in maniera svogliata, te ne offrirà ancora di meno. Pensaci!

Poi, un’altra domanda alla quale pure dovresti saper rispondere: stai sfruttando tutte le possibilità che il corso di laurea e l’Ateneo mettono a tua disposizione? Corsi di lingua, esami ECDL, periodi di studio all’estero, collaborazioni studentesche, laboratori per lo sviluppo delle soft-skills, corsi di orientamento al lavoro e ancora e ancora? L’elenco è lungo: hai preso parte ad almeno alcune di queste attività? Ce ne sono tante, ma spesso non vengono nemmeno prese in considerazione. Invece, una mossa intelligente da fare è partire proprio da qui: dall’idea che il percorso di orientamento post-lauream cominci mentre stai ancora studiando. Se sfrutti a fondo tutte le possibilità connesse, direttamente o indirettamente, al tuo percorso di studi filosofici, vedrai che la fatidica domanda iniziale (“che farò dopo?”) ti farà meno paura. Soprattutto se nel frattempo sei riuscita/o a plasmare le tue attitudini mentali, rendendole più elastiche, più creative e più aperte, grazie alla passione e all’impegno che hai riversato nello studio della filosofia.

 

Partiamo da qualche informazione che ti potrebbe aiutare a vincere la paura dell’ignoto, ovvero da qualche informazione di carattere generale, e poi via via andremo più nello specifico.

 

La maggioranza delle laureate e dei laureati in Filosofia che hanno studiato alla Triennale prosegue nel proprio percorso di studi, di solito per desiderio di completare la propria formazione personale. Quello che succede è che quasi tutte/i si iscrivono alla Magistrale in Scienze filosofiche, ma capita anche che si iscrivano - sebbene secondo una percentuale minore - a corsi di studio Triennali o Magistrali differenti (Economia, Comunicazione, Scienze Politiche, Sociologia, etc.).

 Chi invece non prosegue si trova di fronte al classico bivio (che a volte è un trivio), ovvero o prova a entrare direttamente nel mondo del lavoro, oppure si iscrive a qualche master (oppure ancora intraprende altri percorsi individuali difficilmente caratterizzabili in termini statistici).

 

Anche le studentesse e gli studenti della Magistrale, terminato il percorso di studi, si trovano a fronteggiare scelte alternative, ovvero se proseguire con studi ulteriori, se intraprendere un percorso di formazione post-lauream (master, dottorati, corsi di formazione professionale, etc.), oppure ancora se inserirsi direttamente nel mondo del lavoro (tramite tirocini, stage, praticantati).

 

Tra i master più gettonati di solito ci sono quelli relativi a human resources management, digital marketing, gestione strategica d’impresa, ma anche copywriting,  studi interculturali, e così via.

 

Per quanto riguarda il lavoro vero e proprio, la maggior parte delle laureate e dei laureati in filosofia trova impiego nel settore privato (50-60%). Una quota consistente lavora nel settore pubblico (30-40%), e una parte invece minoritaria nell’ambito No profit (5-10%), ovvero nel mondo delle Associazioni, delle Organizzazioni di volontariato, delle Cooperative, delle Fondazioni, etc.

 Gli ambiti lavorativi “in generale” (è bene usare le virgolette, perché le laureate e i laureati in Filosofia svolgono i mestieri più diversi!) sono più o meno questi:

 

➢      risorse umane (HR specialist, recruiter, talent scout, formatore del personale, etc.);

➢      commerciale/marketing/comunicazione (e-commerce, social media manager, digital marketing strategist, data analyst, commerciale, community manager, copywriter, etc.);

➢      scolastico (elementari, medie, sostegno, licei, università, educatore);

➢      terziario (servizi alle imprese, consulenza, etc.);

➢     editoriale – culturale – sociale (giornalismo, editoria, servizi ricreativi, culturali, sportivi, etc.).

 

C’è quindi una grande eterogeneità di ambiti professionali, la quale si giustifica per via della duttilità che è propria delle filosofe e dei filosofi (leggi: attitudine mentale elastica, capacità di adattarsi a situazioni diverse, apertura all’apprendimento, atteggiamento propositivo, capacità di immaginare soluzioni non-standard, di individuare criticità, di saper creare empatia, etc.).

 

Non è un caso che molte laureate e molti laureati in filosofia poi cambino lavoro nel corso degli anni, arrivando col tempo a ottenere posizioni di sempre maggiore responsabilità e di tipo manageriale: tipicamente, è una laurea che paga più nel lungo che non nel breve periodo.


Informazioni utili e fonti statistiche:

I DATI ALMALAUREA


Modifié le: lundi 28 novembre 2022, 08:47