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Vecchi avversari, disgeli e nuovi nemici La necessità di guardare oltre. Se i 10 anni dalla strage hanno visto gli Stati Uniti e il Mondo invasi dal cordoglio, l’anniversario dell’11 settembre del 2015 sembra avvicinarsi nel silenzio generale. Indifferente l’Europa occupata con l’acutizzarsi della crisi Schengen e immersa nella tragedia umanitaria dell’immigrazione con stragi paragonabili a quella, superata, statunitense. Indifferente l’Asia con i suoi dissesti economici e i suoi cambi improvvisi. Sottotono gli Stati Uniti che, in piena campagna elettorale, si preparano per ora silenziosamente al quattordicesimo anniversario dalla strage di New York e Washington. Nel frattempo l’aggravarsi di conflitti per il riassetto di equilibri ancora labili ha lasciato i timori per l’inasprirsi di contrasti latenti vissuti dal Nord-ovest del mondo come superati. Da una parte le pretese della Russia, ridotta a mostro mediatico e scalpitante nei confini politici disegnati da Stati Uniti e EU, che proiettano un incerto futuro condito delle ombre di un passato non troppo remoto. Dall’altro l’emergere del gruppo Terroristico definito ISIS come nuovo nemico di tutti. Trasversale sia a altre organizzazioni terroristiche, sia Stati storicamente definiti culle dei gruppi terroristici, autodefinitosi Stato, il gruppo controlla un territorio vasto più del Belgio e ha riportato l’orrore di una società gestita in maniera pre-moderna col supporto tecnico contemporaneo e adepti capaci di colpire in qualsiasi parte del mondo in maniera autonoma e improvvisa. Da qui l’attacco al cuore al giornale satirico Charlie Hebdo e vari attentati anche a Paesi islamici progressisti. Un nemico che ha rimpiazzato mediaticamente altri lasciati dall’11 settembre, con una progressiva uscita di scena degli Stati Uniti, meno presenti nei drammi politici creati, almeno nei titoli di giornale. Ma il 2015 vede anche allentarsi la tensione nei confronti di avversari storici, con il riavvicinamento tra Stati Uniti e Cuba, e un accordo tra Onu e Iran sul nucleare. Eventi capaci di far gridare a una nuova pagina di speranza lontana dall’ondata di orrori con cui si è aperto questo secolo. (a.c.)
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