Francesco Finocchiaro

Nazione:Italia

Corsi

PROF. FRANCESCO FINOCCHIARO
Il panorama musicale del Novecento è attraversato da molteplici stili, scuole, tendenze: le etichette con cui li si suole denominare rinviano ora a specifiche tecniche (es. atonalità, dodecafonia, serialismo), ora ad analoghi movimenti nelle altre arti (espressionismo, futurismo, neoclassicismo), ora implicano sottintesi metaforici (musica aleatoria, minimalismo), altre ancora hanno etimologie a tutt’oggi imprecisate (blues, jazz). Questa congerie di esperienze musicali ha tuttavia un tratto comune: il suo porsi in posizione di rottura verso la musica d’arte del secolo precedente: una posizione di alterità, le cui radici affondano nella “crisi” modernista.
La generazione dei compositori nati tra gli anni Sessanta e Ottanta dell’Ottocento fu segnata, come nessun’altra prima, dalla “coscienza della crisi”: crisi dell’estetica romantica e della teoria del genio; crisi delle istituzioni e dei generi della musica borghese; crisi, infine, dei linguaggi e delle forme espressive classiche. Per citare Walter Benjamin, la crisi modernista fu un “ammalarsi della tradizione”.
In reazione a un senso irrimediabile della tardività – la belatedness, per dirla con Harold Bloom – la generazione modernista perseguì il suo programma di deconvenzionalizzazione del linguaggio musicale e di emancipazione dalla tradizione. Il confronto creativo con nuovi media (dalla radio al disco, al cinema), nuovi contesti di recezione (dalla riproduzione meccanica del suono alla musica d’uso), nuovi materiali acustici (dal rumorismo futurista alla musica concreta, fino alla sintesi elettroacustica del suono) favorì una serie di riflessioni critiche sul linguaggio musicale, le sue forme, la stessa teoria della creazione artistica.
Ecco perché, nel narrare la storia della musica del Novecento, si è obbligati al confronto con modi affatto nuovi di rappresentare e concettualizzare la musica: artefatti, linguaggi e generi della musica contemporanea comportano trasformazioni che investono il concetto stesso di musica e ne ampliano il campo semantico ben oltre la nozione tradizionale di “opera d’arte musicale”.
In ciò, la musica del Novecento costituisce un banco di prova ideale per gli assunti teoretici e metodologici della musicologia storica. La storiografia della musica moderna e contemporanea non può che approdare a una visione culturologica della musicologia, quale studio a tutto tondo della cultura musicale (o meglio: delle culture musicali).
In coerenza con questa premessa storiografica e metodologica, il corso punterà a offrire un approccio storico-culturale alla musica del Novecento, che contemperi l’analisi dei documenti musicali con la ricostruzione delle condizioni di esistenza materiale della musica nei contesti di realtà. Il dato musicale sarà messo in relazione con i condizionamenti tecnici e mediali, la prassi esecutiva, i contesti interdisciplinari e i processi di recezione in senso ampio della musica nella realtà contemporanea.

Categoria A.A. 2025 - 2026 / Corsi di laurea / DISCIPLINE DELLE ARTI, DELLA MUSICA E DELLO SPETTACOLO

Il panorama musicale del Novecento è attraversato da molteplici stili, scuole, tendenze: le etichette con cui li si suole denominare rinviano ora a specifiche tecniche (es. atonalità, dodecafonia, serialismo), ora ad analoghi movimenti nelle altre arti (espressionismo, futurismo, neoclassicismo), ora implicano sottintesi metaforici (musica aleatoria, minimalismo), altre ancora hanno etimologie a tutt’oggi imprecisate (blues, jazz). Questa congerie di esperienze musicali ha tuttavia un tratto comune: il suo porsi in posizione di rottura verso la musica d’arte del secolo precedente: una posizione di alterità, le cui radici affondano nella “crisi” modernista.
Nel narrare la storia della musica del Novecento, si è obbligati al confronto con modi affatto nuovi di rappresentare e concettualizzare la musica: artefatti, linguaggi e generi della musica contemporanea comportano trasformazioni che investono il concetto stesso di musica e ne ampliano il campo semantico ben oltre la nozione tradizionale di “opera d’arte musicale”.
Il corso punterà a offrire un approccio storico-culturale alla musica del Novecento, che contemperi l’analisi dei documenti musicali con la ricostruzione delle condizioni di esistenza materiale della musica nei contesti di realtà. Il dato musicale sarà messo in relazione con i condizionamenti tecnici e mediali, la prassi esecutiva, i contesti interdisciplinari e i processi di recezione in senso ampio della musica nella realtà contemporanea.

Categoria A.A. 2024 - 2025 / Corsi di laurea / DISCIPLINE DELLE ARTI, DELLA MUSICA E DELLO SPETTACOLO

PROF. CHIARA CASARIN
PROF. FRANCESCO FINOCCHIARO

Contenuti del corso:
Le lezioni approfondiranno i seguenti argomenti.
Modulo Sei-Settecento:
Il madrigale tra Cinque e Seicento e la “seconda prattica”.
Gli intermedi fiorentini, la camerata fiorentina e gli esordi dell’opera in musica.
Dall’opera di corte al modello impresariale: l’opera veneziana del Seicento.
La musica nella liturgia cattolica tra Cinque e Seicento: tradizione e nuove tendenze.
Girolamo Frescobaldi e la “seconda prattica” strumentale.
Il mecenatismo musicale: la cantata da camera, la produzione strumentale di Arcangelo Corelli.
Musiche di Stato: Henry Purcell in Inghilterra, Jean-Baptiste Lully alla corte di Francia.
Musica devozionale nella Roma del Seicento: Giacomo Carissimi e le Historiae
Musiche di “provincia”: Heinrich Ignaz Franz Biber e la musica tedesca
Dal concerto grosso a quello solistico
L’opera metastasiana
Jean-Philippe Rameau e l’opera francese
Georg Friedrich Händel e il teatro musicale a Londra
Dalla “provincia” all’Europa: Giuseppe Tartini e il concerto solistico nel Settecento a Padova
La riforma del teatro musicale
Johann Sebastian Bach e i generi della musica sacra tedesca
Il “classicismo” musicale: Franz Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart.

Modulo Ottocento:
La musica strumentale nel Romanticismo
Ludwig van Beethoven
Neoromanticismo: Berlioz, Liszt
Le altre vie del sinfonismo: Schubert, Mendelssohn
L’opera italiana nell’Ottocento: Rossini, Bellini, Donizetti
Giuseppe Verdi
L’opera in Francia: da Meyerbeer a Bizet
Il pianoforte romantico: Schumann, Chopin, Liszt
Richard Wagner
Il sinfonismo nel tardo Ottocento: Bruckner, Brahms
Le scuole nazionali
L’opera verista: da Mascagni a Puccini

Attività di apprendimento previste e metodi di insegnamento:
Le lezioni si svolgono in maniera frontale (con il supporto di presentazioni in Power Point contenenti anche ascolti e video, messi a disposizione sulla piattaforma Moodle) ma sono organizzate in modo da coinvolgere e stimolare la partecipazione degli studenti alle discussioni collettive sulle opere, gli ascolti e le immagini proposte.
Gli studenti avranno l’opportunità di assistere giovedì 3 aprile 2025 alla conferenza “Mozart e Padova: Betulia liberata” della Prof.ssa Angela Romagnoli (Unipv), nell’ambito del Festival Mozart@Padova.
Gli studenti saranno coinvolti in un lavoro di gruppo, il cui svolgimento verrà considerato ai fini della valutazione d’esame.

Eventuali indicazioni sui materiali di studio:
I materiali di studio (Power Point, file audio, pdf di articoli per l’approfondimento, video) saranno caricati sulla piattaforma Moodle alla fine di ogni settimana
I seguenti articoli integrativi (obbligatori) sono disponibili in pdf su Moodle:
1. Gloria Staffieri, Un teatro tutto cantato. Introduzione all’opera italiana, Roma, Carocci, 2012, pp. 9-58.

Testi di riferimento:
Musica e Società, Dall’Alto Medioevo al 1640, vol. 1, cap. 7 (pp. 300-368)
Musica e Società, Dal 1640 al 1830, vol. 2, capp. 1-5 (pp. 2-508)
Musica e Società, Dal 1830 al 2000, vol. 3, capp. 1-9 (pp. 1-328)

Categoria A.A. 2024 - 2025 / Corsi di laurea / STORIA E TUTELA DEI BENI ARTISTICI E MUSICALI