Il nostro racconto dell'escursione lungo gli argini di Terranegra
Per condividere osservazioni e impressioni relative all'esperienza vissuta durante l'escursione di giovedì 6 ottobre, ciascuno studente partecipante è invitato a inserire 3 voci al Glossario (o "commenti" alle voci già presenti, per integrarle).
Le voci potranno riguardare:
- gli elementi del paesaggio osservati, inserendo un breve testo di descrizione o di interpretazione/valutazione dell'elemento stesso
- le questioni emerse o le domande che sono sorte durante l'osservazione di questo paesaggio
- le sensazioni provate durante la passeggiata, a partire da alcune "parole chiave"
- le metodologie di osservazione del paesaggio utilizzate
L'insieme delle voci inserite da tutti i partecipanti diventerà una sorta di racconto dell'esperienza, utile a chi ha partecipato come confronto e condivisione e anche a chi non ha partecipato.
NB 1: preferite l'uso dei "commenti" piuttosto che di nuove voci, per lo stesso elemento/questione/sensazione/metodologia
NB 2: le voci citate in altri testi verranno automaticamente collegate, richiamandosi l'un l'altra
NB 3: è possibile/preferibile inserire immagini ad integrazione del testo
Sarebbe preferibile completare l'attività a caldo, preferibilmente entro il 14 ottobre
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| ID | Movimento | |
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Durante tutta la passeggiata lungo gli argini di Terranegra i movimenti hanno attirato la mia attenzione: tra persone che si fermavano, camminavano, correvano, pedalavano lungo il percorso o che guidavano auto sulla strada ma anche l’acqua dei fiumi/canali, piante, insetti o uccelli nel cammino. Tutto questo può essere visto come un'accordatura ritmica di eventi o come pezzi discordanti nel loro insieme. Da ciò, rifletto sulla tendenza umana a separare – o dicotomizzare – i movimenti o le espressioni tra “naturale” e “umano”. Abbiamo infatti un livello di ragionamento e certe capacità che ci differenziano da altri esseri in contesti differenti, ma questo non ci distacca dal completo meccanismo naturale; al contrario, spesso ci fa progettare e agire nello spazio (e nel tempo) in modo incompleto e persino distruttivo. Mi chiedo se sia una questione di sviluppo ancora in corso di realizzazione. Riusciremo davvero a riflettere collettivamente sull'ambiente in modo integrale e ad agire secondo un ragionamento totalizzante? | ||
